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Tutti i gatti, nel corso della loro esistenza, incontrano almeno una volta il Diavolo o uno dei suoi luogotenenti. Perché il Principe del Tenebroso Soggiorno che è, contrariamente alla leggenda, molto stupido e molto credulone, presta fede alle vecchie superstizioni umane attribuendoci una natura perversa e demoniaca. Pensa quindi di poterci facilmente arruolare nelle sue odiose coorti di anime in perdizione.
In realtà, quasi tutti i miei consimili fuggono all'avvicinarsi dell'Arcangelo caduto il cui fiato pestilenziale fa pizzicare gli occhi e drizzare i baffi.
Io, che di natura sono molto curiosa e poco impressionabile, non avrei evitato quell'incontro per nulla al mondo.
Una sera, dunque, mentre bighellonavo nei dintorni di un parco di divertimenti, il Signore dell'Abisso mi si presentò con l'aspetto di un giocoliere da fiera. Era molto bravo negli scherzi e nei trucchi, e attirò una folla che lo guardava a bocca aperta. Dopo la rappresentazione, faceva consultazioni private, dove, grazie a mirabolanti promesse – ricchezza, amore, potere, onori – ingannava con facilità i candidati alla dannazione.
Quando venne il mio turno, mi disse con aria falsamente innocente:
-Se appoggi delicatamente la tua zampa in fondo a questa pergamena, io, altissimo Sovrano dell'Oscuro, capo delle Orde infernali, mi impegno a soddisfare tutti i tuoi desideri.-
-Affare fatto!- gli risposi, -voglio che nessuna preda mi possa sfuggire.-
-Niente di più semplice! Firma qui...-
Firmai.
Immediatamente dopo sgranocchiai il Maligno, che era un personaggio molto ingenuo.

Da “Journal d'un chat”, Julia Deuley. Traduzione di Luisa Collodi.